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Per essere donatore di sangue occorre pesare almeno 50 Kg e
non avere sofferto di malattie importanti (ad esempio
affezioni cardiovascolari, ulcera gastroduodenale); in ogni caso il colloquio con il
medico ed appositi esami di laboratorio verificheranno l'idoneità alla donazione. Tuttavia, in rapporto al rischio di trasmissione di gravi malattie infettive, vi sono delle condizioni che impongono l'autoesclusione dalla donazione. Le donne in età fertile possono donare sangue al massimo due volte all'anno, non debbono farlo durante le mestruazioni o la gravidanza e per un anno dopo il parto. Per legge il lavoratore dipendente ha diritto ad una giornata di riposo ed alla corresponsione della normale retribuzione, in concomitanza con la donazione. Rivolgiti alla sede A.V.I.S. più vicina al tuo comune di residenza per avere informazioni sui servizi di raccolta sangue o trasfusionali operanti nella tua zona. Non occorre prendere appuntamento. In sezione poi ti verrà indicato il percorso da seguire per diventare donatore. L'inizio consiste nella presentazione della domanda d'iscrizione a cui farà seguito la visita medica, il prelievo di sangue e le analisi approfondite per la verifica della idoneità a donare.
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L'A.V.I.S. si impegna quotidianamente a tutelare i propri donatori attraverso l'applicazione della
legge 107/90 in tutti i suoi aspetti (prelievi ad hoc programmati nel tempo e nel numero,
tutela dei diritti previdenziali, assicurativi, ecc.) L'A.V.I.S. sa bene infatti che solo tutelando la salute del donatore si può proteggere il ricevente. Chiunque abbia un'età compresa tra i 18 e i 65 anni ed un peso corporeo non inferiore ai 50 kg. può presentarsi presso una qualsiasi sezione A.V.I.S. e chiedere di iscriversi all'Associazione per poter donare il proprio sangue. Chiaramente questi requisiti non sono sufficienti a far sì che chiunque lo voglia, diventi automaticamente "donatore". Una volta iscritto, il possibile donatore verrà sottoposto ad un colloquio e ad una visita, effettuati entrambi da un medico per accertare se vi sono delle controindicazioni alla donazione. Attraverso una chiacchierata il più possibile amichevole e cordiale (anamnesi), il medico ripercorrerà la storia personale/familiare del probabile donatore e individuerà se questo ha tenuto dei comportamenti a rischio (rapporti promiscui, assunzione di droghe, ecc.), se è stato o è tuttora affetto da determinate malattie (epatiti virali, malattie veneree, tumori maligni, alcoolismo, diabete, ecc.), oppure se esistono al momento delle cause che possono impedire solo temporaneamente la donazione (donna in gravidanza, somministrazione di vaccini, ecc.). Questa prima fase di anamnesi è di fondamentale importanza poiché il racconto spontaneo della persona evidenzia da subito se vi sono degli elementi che possono inficiare la sicurezza del sangue donato. Ma è anche la fase più difficile e delicata. E' infatti indispensabile che il possibile donatore risponda sinceramente alle domande che gli vengono rivolte, senza il timore di venire sottoposto ad un giudizio negativo. Quanto dichiarato nel corso del colloquio dovrà poi essere sottoscritto dalla persona che si assume tutta la responsabilità di eventuali omissioni essendogli assicurata la certezza dell'assoluta riservatezza e segretezza del colloquio. Terminata l'anamnesi si procede poi alla visita medica vera e propria volta ad individuare se vi sono dei motivi fisici di inidoneità alla donazione. Qualora dall'anamnesi e dalla visita medica non siano emerse particolari controindicazioni, l'interessato viene sottoposto al tutti gli esami indicati dalla legge pe rverificare l'idoneità alla donazione ed escludere la presenza di virus (epatiti virali o HIV) o altro che potrebbero inficiarla. Una volta dichiarato idoneo, il donatore diviene ufficialmente socio AVIS (avisino) con le responsabilità morali che tale scelta comporta. Il donatore AVIS dovrà per esempio osservare una dieta alimentare equilibrata, non dovrà abusare di sostanze alcooliche, e, cosa molto importante, dovrà impegnarsi costantemente nella donazione, con le cadenze stabilite dal medico e su chiamata associativa, programmata con la Struttura Trasfusionale di riferimento. Insomma dovrà sottostare ad alcune regole di autocomportamento fondamentali per una donazione sicura. Se invece dall'anamnesi, dalla visita, o dagli esami di laboratorio, il medico ha riscontrato qualcosa di incerto o di sospetto lo comunicherà subito all'interessato, pregandolo di ripresentarsi in un altro momento per un ulteriore controllo o sospendendolo temporaneamente o definitivamente dalle donazioni. In questi casi la persona non verrà comunque "abbandonata" da AVIS, ma verrà aiutata a risolvere il problema. |
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Se risiedi a Gussola o in paesi limitrofi, e vuoi diventare donatore o vuoi avere maggiori informazioni, contatta i responsabili dell'Avis di Gussola, recandoti in sede, in via Trento Trieste, 28 |